Il movimento di tiro e il brandeggio

In precedenza abbiamo descritto le fasi preparatorie del tiro, quali la posizione del corpo e delle mani, adesso invece andremo a esaminare quali movimenti effettuare per colpire bene le bilie. In primo luogo, nel momento in cui ci mettiamo in posizione per tirare, tutto il corpo deve rimanere immobile. Se necessario, possiamo anche adottare una tecnica tipica degli sport come il tiro a segno: appena stiamo per tirare, infatti, prendiamo un bel respiro e tratteniamo l’aria finché non avremo completato l’esecuzione. Ovviamente, arrivare a questi espedienti estremi quando ci si trova a giocare una partitella tra amici è eccessivo, ma se proprio vogliamo essere meticolosi è giusto esserlo fino in fondo.

Durante il tiro, dobbiamo limitarci a muovere soltanto avambraccio, polso e una parte del braccio. Nient’altro. Soprattutto, dobbiamo cercare di non muovere mai le spalle: questo rappresenta un errore molto comune a causa dell’errata convinzione che ciò possa servire a dare forza al tiro.

Nella fase di tiro possiamo distinguere due fasi: il brandeggio e il tiro vero e proprio. Col brandeggio si individua quella serie di movimenti avanti e indietro compiuti con la stecca prima di scoccare il tiro. Questa fase è essenziale ovviamente perché consente di mirare sul punto della bilia da colpire. Questo movimento a pendolo, per così dire, è importante anche per dosare la forza del tiro: quanto più veloce sarà il brandeggio, tanto più forte sarà il tiro, mentre un brandeggio dolce è prerogativa dei tiri soft, in cui si cerca più la precisione.

Il brandeggio si può suddividere in tre fasi. Nella prima, il braccio viene tenuto completamente verticale formando un angolo retto con l’impugnatura della stecca. Nella seconda, invece, la stecca viene portata all’indietro con la mano leggermente aperta. Nella terza e ultima fase, infine, la stecca si muove in avanti e, per conferire stabilità, la mano si deve chiudere ma mantenendo sempre una certa morbidezza nella presa.

A questo punto possiamo esaminare il tiro. Il movimento deve essere il più pulito possibile, ovvero la stecca deve seguire una traiettoria rettilinea e parallela alla superficie del tavolo e deve un’impugnatura salda ma comunque delicata. Quando scoccate il tiro, la stecca deve proseguire la propria corsa in avanti per una distanza compresa tra i 10 e i 30 centimetri (in base anche alla potenza del colpo). Dopo aver colpito la bilia battente, ricordatevi di non alzarvi in modo brusco e improvviso dal tavolo: questo genere di movimento finisce col condizionare tutta la routine di tiro rendendola poco fluida, troppo precipitosa e poco accurata.

La stecca, inoltre, deve scorrere sul ponticello senza sfregare e senza creare attrito, mentre il polso deve essere lasciato libero di muoversi in modo da imprimere velocità al tiro. Il movimento del polso, infatti, unito al corretto brandeggio consente di sfruttare il peso della stecca per dare la forza necessaria al tiro. In particolare, abbiamo elaborato una breve casistica:

  • Per i tiri con effetto a sinistra o a destra, il risultato migliore nei tiri con poca forza (siano essi diretti o indiretti) si ottiene quando colpiamo la bilia nei punti compresi tra le ore 1 e 4 e tra 8 e 11, mentre è praticamente inutile mirare nella parte bassa della bilia. Il ponticello in questo caso si troverà abbastanza vicino alla battente. Se invece dobbiamo tirare forte, potremo mirare anche a ore 7 e 5 tenendo la stecca sempre in posizione orizzontale. Per accentuare l’effetto, vi converrà dare un colpo abbastanza secco col polso, soprattutto nei tiri diretti. Nei tiri indiretti, invece, le zone migliori da colpire sono di meno (comprese tra ore 1 e 3 e tra 9 e 11).

  • Per i tiri con colpo sotto, non ha senso colpire piano perché la rotazione inversa della bilia si esaurisce molto presto. Il tiro forte si usa solo nei tiri diretti: è richiesto un movimento di tiro rapido e prolungato in avanti fino a 20 o anche 30 centimetri dopo aver colpito la battente. La stecca va tenuta sempre in posizione orizzontale, mentre il ponticello va posizionato più indietro.

  • Nemmeno il colpo in pancia, per gli stessi motivi appena descritti, si tira piano e anch’esso rappresenta un’opzione valida principalmente nel gioco diretto. Il tiro deve essere secco e rapido, ma la stecca dopo l’impatto con la battente non deve essere spinta molto in avanti.

  • Infine, il colpo in testa nei tiri lenti (diretti e indiretti) si usa quando si cerca la precisione a scapito della potenza. Il tiro deve essere morbido e la stecca dopo l’impatto deve essere spinta per pochi centimetri. Se, al contrario, si tira forte, effettueremo un movimento secco, rapido e con poca spinta dopo l’impatto con la battente.

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